
Si sceglie un assiale partendo da due numeri: quanta aria deve muovere e quanta resistenza incontra. Tutto il resto – diametro, motore, rumore – ne discende.
1. Calcola la portata
Per il ricambio d'aria di un locale si parte dal volume e dal numero di ricambi orari. Esempio: un'officina di 600 m³ con 6 ricambi/ora richiede circa 3.600 m³/h. Per il raffreddamento di una macchina o di uno scambiatore la portata dipende dalla potenza termica da smaltire e dall'aumento di temperatura ammesso per l'aria. Nei casi dubbi si sovradimensiona di poco e si regola la velocità.
2. Stima la pressione
Un ventilatore libero, senza ostacoli, lavora a pressione quasi nulla e rende al massimo. Ogni griglia, filtro, serranda, batteria o tratto di canale aggiunge perdite. Se la resistenza totale supera poche decine di pascal, la curva del ventilatore va controllata sul catalogo. Oltre le poche centinaia di pascal, un assiale normale non basta.
3. Leggi la curva, non solo il dato di targa
La portata indicata sul catalogo è di norma quella a pressione zero. Il punto reale di lavoro è l'incrocio tra la curva del ventilatore e la curva dell'impianto. Se l'incrocio cade nella zona a sinistra del picco, il funzionamento è instabile e rumoroso.
4. Scegli diametro e giri
A parità di portata, un diametro maggiore con meno giri è più silenzioso e consuma meno. Ricorda le leggi dei ventilatori: se raddoppi i giri, la portata raddoppia, la pressione quadruplica e la potenza assorbita sale di otto volte.
5. Alimentazione e regolazione
- Monofase 230 V: piccole e medie potenze, regolabili con autotrasformatore o regolatore elettronico.
- Trifase 400 V: potenze maggiori, regolabili con inverter.
- Bassa tensione continua: ventilatori compatti per quadri e apparecchiature.
6. Ambiente di lavoro
Controlla la temperatura dell'aria, la presenza di polvere, umidità o vapori, e il grado di protezione del motore (IP44 è un riferimento frequente per uso industriale). In presenza di atmosfere esplosive servono versioni dedicate.
7. Efficienza e norme
I ventilatori da 125 W a 500 kW sono soggetti al regolamento europeo sull'ecodesign (UE 327/2011), che fissa un'efficienza minima. Se un modello non è più conforme, si sostituisce con uno equivalente.
Gli errori più comuni
- scegliere solo sul diametro, senza guardare la pressione;
- dimenticare griglie e serrande nel calcolo;
- sottovalutare il rumore in ambienti abitati;
- montare il ventilatore con il senso di rotazione invertito (nei trifase basta scambiare due fasi).
Non hai i dati? Mandaci misure del locale o della macchina e la targhetta del ventilatore esistente: ti aiutiamo a trovare il modello giusto.
Si sceglie un assiale partendo da due numeri: quanta aria deve muovere e quanta resistenza incontra. Tutto il resto – diametro, motore, rumore – ne discende.
1. Calcola la portata
Per il ricambio d'aria di un locale si parte dal volume e dal numero di ricambi orari. Esempio: un'officina di 600 m³ con 6 ricambi/ora richiede circa 3.600 m³/h. Per il raffreddamento di una macchina o di uno scambiatore la portata dipende dalla potenza termica da smaltire e dall'aumento di temperatura ammesso per l'aria. Nei casi dubbi si sovradimensiona di poco e si regola la velocità.
2. Stima la pressione
Un ventilatore libero, senza ostacoli, lavora a pressione quasi nulla e rende al massimo. Ogni griglia, filtro, serranda, batteria o tratto di canale aggiunge perdite. Se la resistenza totale supera poche decine di pascal, la curva del ventilatore va controllata sul catalogo. Oltre le poche centinaia di pascal, un assiale normale non basta.
3. Leggi la curva, non solo il dato di targa
La portata indicata sul catalogo è di norma quella a pressione zero. Il punto reale di lavoro è l'incrocio tra la curva del ventilatore e la curva dell'impianto. Se l'incrocio cade nella zona a sinistra del picco, il funzionamento è instabile e rumoroso.
4. Scegli diametro e giri
A parità di portata, un diametro maggiore con meno giri è più silenzioso e consuma meno. Ricorda le leggi dei ventilatori: se raddoppi i giri, la portata raddoppia, la pressione quadruplica e la potenza assorbita sale di otto volte.
5. Alimentazione e regolazione
- Monofase 230 V: piccole e medie potenze, regolabili con autotrasformatore o regolatore elettronico.
- Trifase 400 V: potenze maggiori, regolabili con inverter.
- Bassa tensione continua: ventilatori compatti per quadri e apparecchiature.
6. Ambiente di lavoro
Controlla la temperatura dell'aria, la presenza di polvere, umidità o vapori, e il grado di protezione del motore (IP44 è un riferimento frequente per uso industriale). In presenza di atmosfere esplosive servono versioni dedicate.
7. Efficienza e norme
I ventilatori da 125 W a 500 kW sono soggetti al regolamento europeo sull'ecodesign (UE 327/2011), che fissa un'efficienza minima. Se un modello non è più conforme, si sostituisce con uno equivalente.
Gli errori più comuni
- scegliere solo sul diametro, senza guardare la pressione;
- dimenticare griglie e serrande nel calcolo;
- sottovalutare il rumore in ambienti abitati;
- montare il ventilatore con il senso di rotazione invertito (nei trifase basta scambiare due fasi).
Non hai i dati? Mandaci misure del locale o della macchina e la targhetta del ventilatore esistente: ti aiutiamo a trovare il modello giusto.



